C’è un momento di sospensione prima di ogni tuffo. Di ogni dichiarazione d’amore. Di ogni rischio. C’è una sospensione prima che si apra un sipario, prima di firmare un documento, di scegliere un sentiero, prima di aprire bocca e dire sì o no. “Non mi vestivano mai di rosa” esplora il tema dell’identità di genere a partire da un momento di sospensione scientifico: il momento, nella vita dell’embrione, appena prima che se ne sviluppi il sesso. Ma chi siamo prima di diventare un lui o una lei? E che cosa ci aspettiamo da questo istante fatidico dove il rilascio di un determinato or-mone indirizzerà per sempre il nostro destino? Questa storia è un’esplorazione di tali domande, ambientata in un mondo surreale e fantascientifico, un Utero, dove quattro embrioni aspettano la leggendaria Sesta Settimana di Gestazione dopo la quale cambierà tutto. I personaggi vengono calati in una serie di simulazioni di cosa vuol dire vivere con un’identità sessuale, alla ricerca di un confine che forse, in fondo, non ha nemmeno ragione di esistere.

Pin It on Pinterest